Una passeggiata in vigneto e una torta alle castagne

by geo
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Siamo già a fine estate e non vedo l’ora di scappare da Catania in cui fa ancora un caldo torrido per andare a zonzo in mezzo ai boschi e nei vigneti percorrendo la strada del vino dell’Etna per arrivare in cima alla “muntagna” armata di macchina fotografica pronta a catturare i meravigliosi colori delle foglie di vite che arrossiscono.

Per me il contatto con la terra è essenziale anzi direi che fluisco con la natura e passeggiare sotto gli alberi diviene sempre  una muta preghiera.

Il vento canta dolci melodie e le viti si abbracciano agli ulivi, proprio come nella canzone di Fabrizio De Andrè “Il sogno di Maria”.

Le noci sono pronte per essere raccolte “cutuliando” (scuotendo) l’albero in modo che cadano in terra e possano essere svestite dal mallo, non è più il periodo per fare il nocino, in quel caso si sarebbero dovute raccogliere nella notte di San Giovanni in numero dispari, allora il mallo è ancora verde e tenero, ma con le noci si possono preparare infinite ricette e quindi le raccogliamo prima che ci pensino conigli e topini a lasciare vuoti i gusci.

In vigneto il Nerello mascalese, vitigno principe dell’Etna si affaccia in piccoli grappoli in mezzo alle foglie, caratterizzato da un blu scuro intenso, ma ammantato di pruina, una sostanza di consistenza cerosa che ha la funzione di proteggere gli acini dal freddo o dai raggi solari troppo intensi.

Ancora qualche settimana e sarà tempo di vendemmia, intorno alla metà di ottobre, Francesco coglie un chicco di uva per osservare dal colore dei filamenti ancora attaccati al  raspo il grado di maturazione della bacca.

Le gocce tra le dita sembrano “stizze” di sangue e, più sono appiccicose più è lo zucchero contenuto all’interno del liquido e maggiore sarà la gradazione alcolica del vino.

In tempi antichi non ci si sognava nemmeno di andare a misurare lo zucchero contenuto nel mosto perché si doveva pagare il farmacista, né tantomeno di comprare un mostimetro, si faceva il vino per come veniva.

Questo è anche il periodo in cui i ricci che contengono le castagne si staccano dai rami e cadono in terra da soli, Agata mi ha portato una busta di castagne dell’albero del suo giardino e visto che le noci le sto facendo seccare prima di utilizzarle, ho deciso si cucinare una torta con castagne e gocce di cioccolato fondente.

Ottima per colazione, buonissima dopo una passeggiata in vigneto o tra i boschi.

RICETTA

Ingredienti:

200 gr di castagne

150 gr di farina

3 uova freschissime

Uno yogurt (ho utilizzato quello alla stracciatella, ma anche bianco o alla vaniglia va benissimo lo stesso)

160 gr di zucchero

1 cucchiaio di cacao

1 pizzico di sale

1 bustina di lievito vanigliato

120 gr di burro

gocce o scaglie di cioccolato fondente

Latte q.b.

Procedimento:

Bollite le castagne, lasciatele raffreddare e sbucciatele togliendo tutta la pellicina, (io ho fatto questo lavoro il giorno prima per avvantaggiarmi), sciogliete il burro nel microonde o a bagnomaria e aggiungetelo alle castagne sbriciolate, frullate il tutto fino ad ottenere una crema densa e senza grumi, se il composto risultasse troppo duro inglobate un po’ di latte o acqua.

In una ciotola capiente montate  le uova incorporando lo zucchero piano piano. Quando le uova saranno ben montate mescolatele alla crema di castagne.

Setacciate la farina con il lievito, il cacao e un pizzico di sale e pian piano immettete questo composto nella crema di uova e castagne, amalgamate il tutto evitando che si formino grumi e infine aggiungete le gocce di cioccolato.

Cuocete in forno ventilato a 160° per circa 35 minuti, controllate l’effettiva cottura immergendo nella torta uno stecchino di legno.

La torta sarà morbida e umida.

Geo

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