Gastrocrazia: la Repubblica del #Foodporn e il cannolo di ricotta scomposto

by geo
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In Italia più che in una Democrazia sembra di vivere in una Gastrocrazia.

Ovunque si parla di cibo (contro voce nella mia testa: senti da che pulpito viene la predica), dovunque ti giri c’è qualche chef stellato che ti vende i suoi libri o qualche foodblogger che ti rivela i suoi segreti (!!!) e, considerando che noi fummo popolo di santi, poeti e navigatori si, ma soprattutto di cuochi e degustatori, forse la gastrocrazia non ci dispiace affatto!

Sarà che nelle vene al posto del sangue ci scorre la pummarola, ma l’arte culinaria ce l’abbiamo nel DNA e lo capisci soprattutto quando ti trovi all’estero, cucini una semplicissima pasta alla norma e la mattina dopo a colazione trovi i coinquilini messicani e austriaci che fanno allegramente fuori gli avanzi come se fossero la cosa più buona del mondo e resti perplessa pensando di stare ancora sognando mentre loro ci dan dentro con la ricotta salata!

Ma l’italiano si sa, oltre al mangiar bene ha anche una certa passione per l’estetica e la condivisione mediatica del cibo, quindi l’impiattamento è fondamentale per postare su Instagram o social affini la foto di ciò che si sta per consumare. Il fenomeno di postare i piatti sui social è così dilagante da meritare anche un hashtag ormai divenuto celebre #foodporn, il termine in realtà fu coniato nel 1984 da Rosalind Coward nel suo libro Female desire, ma si adatta perfettamente perché la Coward definì “Pornografia alimentare” l’eccessiva attenzione alla presentazione del cibo.

Quindi adesso, miei dolci foodies, smartphone alla mano potete postare e ripostare sapendo di appartenere alla categoria dei #foodporn, ma fate attenzione in Germania, pare infatti che la Corte Federale tedesca abbia riconosciuto sul “cibo curato in modo elaborato” il diritto di copyright agli chef.

Personalmente credo che gli chef non possano che esser contenti del passaparola che si crea condividendo le foto delle loro creazioni sui social e ritengo che difficilmente vi citeranno per danni però forse un po’ più di discrezione sulla propria vita non guasta.

In fondo a volte sono la prima a domandarmi se le persone che condividono ogni singolo momento su facebook la vivono davvero la propria vita o la vivono solo per raccontarcela!

Io invece ho deciso di raccontarvi di un classico della pasticceria siciliana rivisto in chiave più contemporanea.

CANNOLO DI RICOTTA SCOMPOSTO IN BICCHIERE

Ingredienti per le cialde:
1 Limone bio
1 Uovo
250 gr. di farina (potete utilizzare anche quella integrale)
20 gr di burro
20 gr di zucchero integrale
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
70 gr di marsala
1 rosso d’uovo per chiudere il cannolo

ingredienti per la crema
200 gr Scorza di arancia candita
150 gr di cioccolato in gocce
500 gr di ricotta
100 gr di zucchero a velo
2 cucchiai di acqua di fiori d’arancio
Olio per friggere

Cannolo di ricptta scomposto

Procedimento
Preparate le cialde impastando tutti gli ingredienti, lasciate riposare l’impasto avvolto in una pellicola per almeno un’ora, dopodiché porzionate in piccole dosi e stendetelo in dischi sottili, cercate di essere ben precisi nel farli tutti dello stesso diametro magari potete usare un coppapasta largo. Formate i cannoli intorno ai cilindri e chiudete bene i due lembi spennellando con un rosso d’uovo, questo ovviamente se non volete scomporre, altrimenti potrete limitarvi a realizzare dei dischi. Friggete in olio caldo posto in un tegame fondo, i cannoli devono friggere sospesi nell’olio e non andare sul fondo potete quindi aiutarvi con una ramina. Appena saranno ben dorati e croccanti asciugateli e lasciateli raffreddare. Per la farcia, mescolate la ricotta che deve essere freschissima, con lo zucchero e lavoratela a fondo fino ad ottenere un crema vellutata, aggiungete gli altri ingredienti e lasciate insaporire. Ponete la crema di ricotta in bicchieri o vasetti e poco prima di servire spezzettatevi le scorze di cannolo e mescolate. Decorate con mezza scorza di cannolo, la frutta candita e le gocce di cioccolato.

Degustatelo sulle note di Nocturne di Charlie Haden, un disco raffinatissimo con classici Boleros cubani e messicani, che  porta la firma di Rubalcaba oltre che di Haden.

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