UNA PASSEGGIATA IN SICILIA

by Rosa Maria Tomasello
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C’è una Sicilia inaspettata, incantata, sconosciuta. È quella ignota ai più ma che riserva paesaggi sorprendenti e paesi dove sembra che il tempo si sia fermato.

Tra questi vi è Longi, un piccolo centro montano adagiato su un terrazzo naturale e interno al parco dei Nebrodi. Passeggiando tra le vie, non certo agevoli perché in forte pendenza, si respira un’aria diversa: non ci sono cartacce o altri rifiuti per strada, il lastricato è lucido, c’è la rete fognaria che si conclude in un depuratore e si avverte la voglia degli abitanti di dare il proprio contributo al mantenimento di un paese ordinato e vivibile. Sarà anche merito del paesaggio che lo circonda, una natura impervia e selvaggia con rari ambienti naturalistici come le Rocche del Castro, il lago di Biviere, la Stretta e il bosco di Mangalavite.

Proprio alla fine di Longi, andando verso Frazzanò, altro borgo in cui a pochi chilometri si può ammirare l’Abbazia di S. Filippo Fragalà, il più antico monastero basiliano della Sicilia fatto costruire dal conte Ruggero e dalla consorte Adelasia nel 1090, si trova l’Antico Mulino a Pietra di Mirko Lazzara.

L’impianto del mulino risale al XVIII, fu restaurato oltre 100 anni fa, e riattivato negli anni ’90 finché la famiglia Lazzara ne ha acquistato i diritti nel 2009.

Il mulino è composto da due macine, risalenti al ‘700, di pietra francese, più dura del granito e ad usura pressoché nulla: le migliori in assoluto.

L’impianto molitorio è uno dei pochi esistenti nel mondo che conservi integralmente le proprietà benefiche del chicco di grano: le macine dei mulini a pietra non determinano, durante il processo di macinazione, il surriscaldamento del chicco di grano conservando il patrimonio organolettico del frumento. La farina derivata, così, è ricca di fibra purissima, vitamine, proteine e sali minerali.

Ma il progetto di Mirko Lazzara va ben oltre la semplice molitura. Nel suo mulino vengono macinati solo i grani antichi e di coltivazione biologica prodotti nel centro dell’isola. Tra questi vi sono: la “Tumminia” o “Timilia” (il grano con il più basso quantitativo di glutine), il Russello, il Maiorca (che mia nonna utilizzava solo per preparare i dolci), il Perciasacchi (il corrispettivo siciliano del Khorasan erroneamente conosciuto col suo marchio Kamut), il Bidì e altri ancora.

All’interno del mulino si può acquistare dalla farina al prodotto finito: sugli scaffali fanno bella mostra i biscotti, la pasta, il pane ed anche bottiglie d’olio estratto da selezionatissime olive, e il miele di ape nera sicula, presidio Slowfood e una saponetta vellutante con crusca di grano duro macinato a pietra con olio extravergine d’oliva, da provare!

Anche il mulino è segnalato dalla guida fare la spesa con Slow Foood, del resto non poteva che essere così visto lo slogan principale dell’azienda che recita:

La salute non ha prezzo. Il prezzo non deve danneggiare la salute.

Sul sito web è attiva la sezione shop on line.

Infine, se farete una passeggiata a Longi, vi consiglio di visitare il museo naturalistico privato La Petegna (in cui si possono ammirare tutte le specie vegetali animali e minerali presenti nella fascia dei Nebrodi che dal bosco di Mangalavite arriva al mare),  e di andare a mangiare da Vinebrio, un piccolissimo ristorante (15 coperti) dove lo chef è una signora che cucina come faceva mia nonna (che era una cuoca strepitosa) e dove si respira un atmosfera di famiglia, dove vi piacerebbe tornare sempre.

Indirizzo:

Via Vendipiano, snc

Longi ME 98070

www.anticomulinoapietra.it

info@anticomulinoapietra.it

+39 380 75 71 126

Rosa Maria

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