FOTOGRAMMI

by Rosa Maria Tomasello
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FOTOGRAMMI

Dall’idea alla realizzazione di un palazzo ecosostenibile.

L’avventura ha inizio il giorno che una società che conosco mi dice di aver acquistato il lotto – Sanfilippo mercatino dell’usato-, sito a Catania centro. Subito mi propongo come progettista ma loro avevano già incaricato un ingegnere di fiducia che gli fa ottenere una concessione per demolizione e ricostruzione mantenendo stessa sagoma e volumetria.

Dimentico questa storia finché, dopo qualche tempo, mi comunicano che volevano vendere il lotto con progetto approvato e che nel frattempo avevano acquisito il terreno attiguo, in contenzioso per la proprietà con il comune di Catania.

A quel punto era cambiato tutto, dovevo assolutamente riuscire a realizzare il mio desiderio e redigere il progetto ma contestualmente dovevo trovare anche l’acquirente.

Assolutamente ignara su chi potesse acquistare il lotto per poi imbarcarsi in un’operazione così costosa, coinvolgo un collega che conosco da tempo ma con cui non avevo mai lavorato: Alfredo Armanetti. Architetto, seconda laurea in architettura del paesaggio e soprattutto maestro Yoga, da tempo si era allontanato dal mondo dell’edilizia ma, quando gli propongo la possibilità di una nuova realizzazione a Catania centro previa demolizione, resta affascinato e mi dice di farmi mandare la documentazione per sviluppare una bozza da proporre all’unico costruttore con cui manteneva rapporti di cordialità.

Detto fatto e nei ritagli di tempo, spesso nei pomeriggi di sabato e domenica, che si concludevano con serata al cinema, sviluppiamo l’idea che viene sottoposta al potenziale acquirente/costruttore nel dicembre del 2015, mostrandosi interessato. Io parto entusiasta per il mio primo Natale a Dublino. Rientrata ci mettiamo subito al lavoro, perfezioniamo il progetto, mentre si avvia la trattativa tra i proprietari e i probabili acquirenti  e si arriva alla stipula del compromesso con vendita ad ottenimento permesso di costruire.

Il progetto segue l’iter burocratico e viene approvato in 5 mesi dalla presentazione delle integrazioni e, a vendita avvenuta,  iniziamo i lavori.

Oggi, completato lo scavo “arduo e a rischio”, perché a confine con lotti su cui sono presenti capannoni datati, possiamo dire che il palazzo resterà quello pensato ed approvato.

L’intervento ha un basso impatto sul territorio e non consuma nuovo suolo perché, come già detto, si tratta della demolizione di un capannone senza alcun valore storico, dismesso da molti anni e in condizioni statiche precarie, con successiva ricostruzione; lo scavo di sbancamento per realizzare il piano interrato, dove saranno realizzati i parcheggi per gli appartamenti, ha asportato pietra lavica compatta, riutilizzabile in altri processi edilizi.

Fotogrammi, così si chiama l’intervento progettuale, prende il nome dall’inserimento di una cornice a “L” in alcuni balconi, inseriti lì dove servono (ad evitare anche future chiusure con verande), con l’intento di scandire le scene di vita che si svolgono all’interno delle unità abitative così come se si guardassero, tendendoli tra le mani in direzione della luce, i negativi della pellicola cinematografica in modo da trasferire la percezione al passante dello scorrere di un film.

Urbanisticamente l’immobile inserito è disposto lungo l’asse nord-sud con accesso da via Mascagni. È costituito da due corpi di fabbrica con piano terra a destinazione d’uso commerciale, e 4 piani sovrastanti destinati a 28 mini appartamenti.

Il tentativo progettuale ha mirato anche ad instaurare un legame con la storia attraverso un segno architettonico contemporaneo ma intriso di note classiche, applicando le più attuali innovazioni tecnologiche e costruttive: a richiamo delle note storiche presenti ai margini dell’area d’intervento, il primo piano fuori terra sarà trattato con intonaco “bugnato” a ricorsi orizzontali per tutta la lunghezza dei prospetti così da accentuarne il segno d’attacco a terra mentre la soluzione d’angolo, scaturita dalla direttrice nord sud che interseca in via Mascagni, è stata risolta con l’inserimento di un portico che rafforza, con un’alternanza di vuoti e pieni di ombra e luce, accentuato dal rivestimento in pietra lavica, ancora, la linea di terra.

L’inserimento delle lastre in lamiera stirata, all’interno dei fotogrammi e fuori, ha la duplice funzione di dare all’immobile un segno di leggerezza e colore (lasciando passare l’aria e filtrando la luce) e a nascondere alla vista esterna ciò che spesso disturba e crea disarmonia (l’installazione delle UTA dei condizionatori, la biancheria stesa e quant’altro spesso si posiziona all’esterno per toglierlo da casa). Gli infissi, lì dove non hanno la protezione superiore data dal balcone o dal fotogramma, sono stati contornati con una cornice che, marcando le note di chiaroscuro, ripara dalle acque piovane.

Ma la vera rivoluzione sta nell’applicazione delle nuove norme del regolamento edilizio di Catania che obbliga, tra l’altro, al recupero delle acque piovane che, in questo caso, si riutilizzeranno per l’irrigazione del tetto giardino. Sui torrini delle scale, con gli ascensori che arrivano al livello della copertura, sono stati collocati i pannelli del solare termico per l’impianto idrico sanitario e di riscaldamento.

Per questi motivi c’è tutto quello in cui io e Alfredo abbiamo sempre creduto: riutilizzo del suolo, recupero delle acque piovane, sfruttamento dell’energia solare (saranno installati anche i pannelli fotovoltaici come previsto dalla normativa), unica risorsa inestinguibile, miglioramento dello stato di fatto con l’inserimento di un’area destinata a verde, permeabile, ad esclusivo uso privato.

Lì, nel punto più puro e più vicino all’Infinito, ci saranno gli orti: i proprietari degli appartamenti avranno la possibilità di coltivare erbe aromatiche e ortaggi e magari all’ombra di un limone potranno passare momenti di relax leggendo un libro lontani dal “brutale” cemento che circonda il nostro sguardo.

Abbiamo già iniziato a tracciare il palazzo, la parte più bella della realizzazione… lì nasce tutto e mi sarebbe piaciuto avere accanto le persone a cui, da parte mia, dedico questo progetto.

A mio padre innanzi tutto, che insieme a mia madre mi ha messo al mondo e mi ha amato per tutta la vita; ad Antonella amica, collega e sorella per scelta e ad un uomo che ha sempre creduto in me, mi ha supportato in tutto e che avrei amato, per tutta la vita.

22 settembre 2017

Rosa Maria Tomasello, architetto

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Nunzio marcantonio 15 Ottobre 2017 - 10:28

Futuristica realizzazione se non attuale perché i corpi abitativi già da tempo era necessario realizzarli con i criteri che avete adottato. Le ns città sarebbero state all’avanguardia per disegno tecnologia salvaguardia dell’ambiente lusso e abitabilità. Complimenti sono orgoglioso di avere una nipote di tale levatura professionale. E….mi hai anche fatto emozionare. Un bacio ciao.

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Francesca Nicolosi 17 Ottobre 2017 - 08:17

Bellissimo progetto, semplice,elegante e tecnologicamente all’avanguardia. Finalmente a Catania un progetto che parla di tecnologia, confort abitativo e verde, tutti elementi necessari per una migliore vivibilità della città.
Bravissima Rosa Maria sei una progettista doc.

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