“Sea Shepherd” – La difesa del mare inizia dal rispetto delle regole… anche in cucina!

by Marco Miuccio
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Si narra che, in tempi lontani, quando l’uomo si era finalmente erectus a dominatore degli esseri viventi, ci fosse una ben più radicata e naturale coscienza di appartenenza ad una natura, madre generosa, da cui egli stesso proveniva.

il tempo e quello che opinabilmente chiamiamo “progresso” ha distratto la grande maggioranza dell’umanità dai temi basici del rispetto per l’ambiente che ci circonda e, che ci ospita, ricordandoci di tanto in tanto ciò che siamo, ridimensionandoci con un terremoto, un’alluvione, un fenomeno naturale a caso che ci faccia sentire nuovamente… Ospiti.

E nella distrazione generale, per motivi di opportunità derivanti dal bisogno e dall’interesse personale, minato dall’etica e dalla razionalità, che nasce la figura mitologica dell’ambientalista, quest’essere metà uomo e metà gommone, dal terrificante accento bresciano, con tre teste, denti aguzzi in una bocca da cui scolano bava e sangue, costantemente impegnato in azioni violente nei confronti di quei “poveri” pescatori di frodo, di quelle “innocenti” baleniere, di quelle “operose” navi fattoria cinesi che stanno affamando le popolazioni del Gabon e della Liberia, operando in maniera industriale e non sostenibile in una zona di mare dove, i pescatori locali, non riescono più a trovare il prodotto ittico necessario al loro sostentamento.

Arrivo in porto della Brigitte Bardot – Ph. Marco Miuccio

Logiche commerciali e di mercato che mettono a rischio la sopravvivenza di intere comunità in Stati dove, nella migliore delle ipotesi esiste una legislazione, ma non esiste un sistema di controllo e polizia che riesca a contrastare eventuali invasioni territoriali da parte delle grandi potenze commerciali.

A contrastare queste e tante altre ingiustizie mondiali, ci sono organizzazioni di volontari, balzate agli “orrori” della cronaca per la forza d’impatto dei loro interventi, per la caparbietà e la capacità di far parlare di se, mettendo a rischio la propria incolumità, nonostante il sacro rispetto per la vita, oggetto della loro azione di difesa.

Ed è proprio in occasione dell’arrivo della Nave di Sea Shepherd “Brigitte Bardot” nell’isola di Salina, organizzato dall’Aeolian Island Preservation Fund, in collaborazione con Blue marine Foundation, che abbiamo la fortuna di incontrare il Comandante Roberto Dessena, nella foto con in braccio il suo fido “Otto”, e tutto il suo equipaggio di volontari.

Marco Miuccio ed equipaggio – Ph. Marco Miuccio

Fondata nel 1977 dal Capitano Paul Watson, Sea Shepherd è la più attiva e agguerrita organizzazione per la tutela degli Oceani e della fauna marina.
La flotta di Sea Shepherd è composta da nove navi con a bordo equipaggi di volontariprovenienti da tutto il mondo, disposti a rischiare la propria vita per la causa.
Sea Shepherd utilizza tattiche di azione diretta contro i bracconieri.
Tra le numerose campagne portate avanti in 40 anni di storia ricordiamo quelle in Canada contro il massacro delle foche, nelle isole Faroe, protettorato danese, contro la mattanza di globicefali e in Mediterraneo contro la pesca illegale al tonno rosso.
Inoltre, Sea Shepherd collabora ufficialmente da diversi anni con le forze di polizia delle Isole Galapagos e porta avanti anche Campagne a terra, come quella contro la strage di delfini a Taiji (Giappone) e di otarie in Namibia e negli Stati Uniti.

La Campagna principale e più impegnativa si svolge ogni anno, da più dieci anni, in Oceano Antartico contro la caccia commerciale alle balene, mascherata fino al 2015 da ricerca scientifica e praticata dalla flotta giapponese.
Ogni anno, all’interno del Santuario dei Cetacei in Oceano del Sud, i giapponesi tentano di uccidere 1.000 balene ma, grazie a Sea Shepherd, negli ultimi anni questo numero si è drasticamente ridotto e ha permesso a più di 5.000 balene di continuare a nuotare libere.
Sea Shepherd esiste e porta avanti le sue campagne grazie alla volontà e al supporto dei singoli individui (volontari e sostenitori).

In particolare, la Nave “Brigitte Bardot”, monoscafo stabilizzato lungo 35 metri e largo 14, è la nave che nel 1998 ha stabilito il primato mondiale nel giro del mondo e può raggiungere velocità molto elevate.
È entrata a far parte della flotta di Sea Shepherd nel 2010 con il nome di “Gojira” e livrea di colore nero e da quel momento non ha mai smesso di collezionare successi nelle moltissime campagne che l’hanno vista protagonista. Poco dopo è stata ribattezzata “Brigitte Bardot” e ridipinta in onore dell’omonima attrice e attivista che sostiene l’Organizzazione dalla sua nascita nel 1977.
Il trimarano ha partecipato a tre campagne antartiche, ha pattugliato le acque delle Isole Faroe per proteggere i globicefali dal massacro conosciuto come Grind, è stata impegnata nel Pacifico del Sud, dove si è opposta alla mafia dello shark-finning (la pratica illegale di tagliare le pinne degli squali vivi), nelle acque del Guatemala, su invito dello stesso governo per aiutarlo a combattere i bracconieri che minacciano le popolazioni di istioforidi a scopi commerciali, a Capo Verde, al largo delle coste del Senegal e in molte altre zone del mondo a rischio bracconaggio.
Nel Mediterraneo è stata impegnata con Operazione Siracusa a protezione dell’Area Marina Protetta del Plemmirio e nella recente Operazione Pelagos, la prima campagna scientifica di Sea Shepherd nei mari italiani.

Ma la coerenza e l’etica di chi sale a bordo dell “Brigitte Bardot” si assaporano anche in cucina.

La maggior parte dell’equipaggio, infatti, ha scelto di essere Vegano, abbracciando a pieno l’idea che, il consumo di carne animale e dei suoi derivati, non sia necessario per garantire una corretta alimentazione ed un sufficiente apporto proteico, garantito da tanti alimenti vegetali.

Durante la permanenza presso il “Porto delle Eolie” a S. Marina Salina è stata data la possibilità di effettuare visite a bordo, con momenti di sensibilizzazione ed informazione circa le attività istituzionali e le tante campagne in corso.

Ph. Marco Miuccio

Ph. Marco Miuccio

Un momento d’incontro con la Comunità e con i rappresentanti dell’Amministrazione, nelle persone del Vice Sindaco Domenico Arabia e dell’Assessore Linda Sidoti, che hanno omaggiato il Comandante Dessena con due vasetti di patè di Capperi di Salina, in perfetto stile Vègan.

Nel loro viaggio, i ragazzi di Sea Shepherd si fermeranno a Lipari,  dove il Presidente Nazionale Andrea Morello incontrerà tutti coloro che sono interessati a conoscere l’attività dell’associazione, proseguendo successivamente per Siracusa.

Una “ricetta” decisamente da rivedere quella che associa, nello stesso “tegame”, protezione dell’ambiente ed azione violenta, forse preparata ad arte da chi non gradisce che si sveli il vero sapore di un piatto che potrebbe, alla lunga, risultare non gradevole, quanto mai amaro, privo di troppi ingredienti andati perduti per sempre.

E’ nostro compito evitare che ciò accada, con il semplice rispetto delle regole, ci comportamento, di consumo, di contrasto di qualsiasi attività illecita od anche solo non eticamente corretta, con azioni quotidiane di contrasto ad ogni azione che metta a rischio il futuro di una specie.. la nostra!”Non bisogna trascurare i segnali, che siano essi segnali del nostro corpo o del mondo!
Abbiamo l’obbligo di andare verso ciò che ci rende felici; ho deciso di rallentare e liberarmi del superfluo, ritrovando un necessario che mi permette di gioire di ciò che faccio, di ciò che sono diventato, di ogni incontro, che diventa uno scambio di cultura, conoscenza, informazioni, emozioni..

E poi posso portare Otto con me.. ti pare poco”?!? (Cit. C.te Roberto Dessena).

Grazie Sea Shepherd.. ci vediamo tra qualche anno a bordo.. E’ una promessa!!!

Marco Miuccio

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