La casa del tè

by Rosa Maria Tomasello
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Qualche tempo fa vi ho raccontato di Makaibari, un luogo lontano dove coltivare e preparare il tè fa parte di tradizioni millenarie, dove le donne e la luna hanno un ruolo fondamentale per la riuscita delle essenze più pregiate.

Ma, se non vogliamo andare così distante e restare in Sicilia, scopriamo che nel cuore dell’isola, tra le colline coltivate a seminativo, non solo è stata avviata una coltivazione di tè con vendita delle più ricercate foglie, ma che tutto ciò è sostenuto dalla presenza dell’unico museo del tè esistente in Italia che per ben due volte è entrato nel Guinnes dei primati per aver collezionato più di 600 varietà di tè provenienti da tutto il mondo.

La Casa del tè è appunto un’associazione culturale dedita alla coltivazione, trasformazione, promozione e valorizzazione del tè e delle sue tradizioni. Si trova a Raddusa, piccolo centro agricolo sulle colline confinanti con la piana di Catania ed i Monti Erei, chiamata la città del grano.

Ma tutto questo non sarebbe esistito se non ci fosse stata una forte passione a spingere un uomo a dar vita a tutto ciò: Salvatore Pellegrino, il maestro del tè.

Salvatore Pellegrino è uno chef che girovagò per il mondo finché non rimase affascinato dalle cucine orientali e dalla bevanda del tè in tutte le sue fasi: dalla coltivazione alla lavorazione, fino alla degustazione. Rientrato in Sicilia decise di iniziare a studiare la pianta, i metodi di coltivazione e di raccolta, le tipologie di lavorazione, le proprietà benefiche di questa antica bevanda.

La casa del tè è di foggia orientale, è stata posizionata rispetto ai punti cardinali e progettata secondo le regole del Feng Shui ed ha al suo interno un ambiente riservato: la stanza del tè dove si svolge la cerimonia del tè prima di iniziarne la degustazione.

Fondamentale importanza ha avuto, per la scelta dei materiali – l’esposizione astrale e le luci, la filosofia Chan:

“Se non coltiviamo attivamente e positivamente lo spirito, se la mente non è mantenuta al meglio delle nostre possibilità, se siamo emotivamente stanchi o facilmente afflitti da umori, mossi dall’ego, o proni a depressione, timori e stress, non saremo mai in armonia. Se il corpo non è mantenuto al meglio delle nostre possibilità, se è stanco, o debole, o non è in grado di compiere attività o di proteggerci, sarà più difficile essere in armonia.”

Perché l’armonia dei sensi è alla base del raggiungimento di benefici durevoli nel tempo.

Infatti, in oriente, si entra nella casa dopo aver deposto le scarpe nel Genkan, si cammina scalzi o con calze leggere per apprezzare al massimo la sensazione che trasmette il pavimento di legno ondulato e riscaldato.

Ci si siede per terra utilizzando i cuscini che vi si trovano e sui tavolinetti sono riposti vassoi ricolmi di dolciumi orientali che accompagnano la degustazione delle tazze di tè.

Ma è il profumo quello che più inebria i sensi: sopra le basse credenze sono allineati i contenitori con ricercate qualità di tè verde e nero, aromatizzato e speziato con i più disparati aromi, dalla cannella allo zenzero.

Salendo da una piccola e asimmetrica scala di legno che simbolicamente rappresenta il cammino della vita, tortuoso e complesso ma che alla fine conduce alla contemplazione, si accede alla stanza del tè, copia esatta delle stanze orientali in cui viene servito e si degusta il tè.

Infine un giro al museo: oltre a numerose varietà di infusi provenienti dai luoghi più disparati, si possono ammirare, insieme alla teiera e la tazza più grandi del mondo, 500 teiere in terra porpora zisha, diverse tra loro sia nel modello che nella dimensione, di provenienza cinese.

L’esposizione temporanea, è sezionata in 25 gruppi di 20 teiere che rappresentano un periodo storico ben determinato della Cina e della sua dinastia imperiale. Alcune recano il sigillo dell’imperatore del tempo e del ceramista che le ha realizzate. Ogni teiera è esposta su un drappo di seta di colore diverso ed è accompagnata da una numerazione a cui corrisponde, in un apposito manuale, la descrizione della singola storia. Caratteristica fondamentale è che le teiere non sono smaltate, poiché l’uso del piombo presente negli smalti modificherebbe notevolmente il sapore dei tè pregiati. Nonostante ciò esse conservano un colore speciale a seconda della terra della zona di provenienza con cui sono state realizzate: avrete l’impressione di vedere teiere di ghisa, di ferro o di legno.

Dovremmo tutti riuscire a recarci presso la Casa del tè di Raddusa per vivere un’esperienza unica e indimenticabile così da conoscere e capire quali siano gli usi e i costumi delle tradizioni dei popoli orientali. Non resteremo delusi. L’accoglienza, il luogo, e la degustazione del tè, ci faranno viaggiare con la mente e con i sensi e ci sembrerà di trovarci in un luogo senza tempo.

E noi di cuor di zenzero non possiamo che suggerirvi di provare tutte le essenze speciali e per ultima, prima di lasciare la Casa, proprio prima di salutarvi sorseggiate il tè allo zenzero!

Rosa Maria

Contatti:

“La casa del tè & museo nazionale del tè”

via Garibaldi, 45

Raddusa (CT)

www.lacasadelte.it

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mariarosa marcantonio 8 Dicembre 2016 - 10:32

Molto interessante… vorrei proprio andare a visitarla. Grazie…!

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