#Experience Villagrande

by geo
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Una terrazza affacciata su un anfiteatro naturale coltivato a vigneti, l’Etna che allunga la sua ombra e il mare all’orizzonte, questo è il luogo in cui l’azienda Barone di Villagrande nasce nel 1727 a Milo.

Al suo interno  la cantina e il wine resort accolgono turisti e appassionati di enogastronomia e, domenica 17 luglio ha ospitato anche noi di Cuor di zenzero per una serata di degustazione itinerante dei vini  di loro produzione accompagnati da manicaretti accuratamente preparati da tre chef d’eccezione: Giulia Carpino, Chiara Surdo ed Enzo Raneri.

Varcato il portale in pietra lavica, si resta immediatamente colpiti dalla vegetazione lussureggiante presente nella corte, su cui prospettano i corpi degli edifici che compongono l’intero resort.

La degustazione ha avuto inizio in cantina con l’Etna rosato vinificato da Nerello mascalese quasi in purezza, un vino che si distingue per la sua freschezza e mineralità. Alla vista si presenta color buccia di cipolla, brillante e limpido; al naso note fruttate e floreali, il vino è intenso, fine e persistente all’analisi gustativa. È stato accompagnato da una bruschetta di semola con pomodorino e basilico, un accoppiamento determinato sull’assonanza dell’acidità.

bruschetta di semola con pomodorino e basilico

bruschetta di semola con pomodorino e basilico

Sulle note fragranti del rosato sono stati serviti sul patio i finger food di Giulia Carpino: arancinetto in fonduta di provola dell’Etna con zafferano e rosmarino, focaccia con pepato fresco, olive nere e cipolletta e la siciliana, un piccolo calzone fritto ripieno di tuma e acciughe. Deliziose rivisitazioni della rosticceria tipica della Sicilia orientale etnea.

arancinetto in fonduta di provola dell'Etna con zafferano e rosmarino, focaccia con pepato fresco

arancinetto in fonduta di provola dell’Etna con zafferano e rosmarino, focaccia con pepato fresco

calzone fritto ripieno di tuma e acciughe

calzone fritto ripieno di tuma e acciughe

A 700 mt sul livello del mare, appena il sole lascia il posto alla luna, la frescura della montagna spinge a cercare riparo tra le mura della sala ristoro, dove viene servito l’ottimo Etna bianco, vinificato da Carricante in purezza, che si presenta alla vista giallo paglierino, brillante; al naso intenso e fine, con note minerali, floreali e fruttate. In bocca freschezza elevata, intensa sapidità e persistenza. Chiara Surdo ha preparato in accoppiata un ragù bianco di coniglio disossato e tagliato al coltello, rosolato su un fondo di cipolla carote e aromi sfumato con Etna rosato.

Ragù bianco di coniglio disossato e tagliato al coltello

Ragù bianco di coniglio disossato e tagliato al coltello

A continuare la cena, la saporita e meravigliosa porchetta di Enzo Raneri, aromatizzata e cotta in forno a legna, con contorno di patate dell’orto di Villagrande e peperoni; innaffiata dall’Etna rosso sempre Barone di Villagrande.

Porchetta aromatizzata e cotta in forno a legna

Porchetta aromatizzata e cotta in forno a legna

Il vino ottenuto da Nerello mascalese per l’80% e Nerello cappuccio per il 20%, si presenta all’analisi visiva rosso rubino, limpido e brillante; al naso note di frutti rossi e note speziate; in bocca armonico e persistente. Affinato per un anno in acciaio e per un anno in legno di castagno della foresta dell’azienda (il legno prima di essere lavorato a Trapani, stagiona per tre anni).

A conclusione dell’incantevole serata il dessert, biancomangiare con salsa di pesca e crumble di foglie da té alle mandorle.

Ringraziamo per l’ospitalità chi ci ha accolto così graziosamente, lo staff che non si è risparmiato per rendere la serata speciale, Emanuele e Alfonso per le utili informazioni e Daria Raiti e Graziella Nicolosi per averci coinvolto.

Lo splendore della luna, colla sua luce,
ha dilacerata la veste della notte; bevi vino,
ché un momento simile non è possibile trovare;
sii lieto e pensa che molti splendori di luna
verranno l’un dopo l’altro sulla faccia della terra.

ʿOmar Ḫayyām (1048 – 1131)

Ingresso tenuta di Villagrande

Ingresso tenuta di Villagrande

Geo e Rosa Maria

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