La Valle della Loira

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Una degustazione di vini della Valle della Loira è sempre un appuntamento da non perdere, soprattutto se i vini ti vengono narrati dalla preparatissima Daniela Scrobogna e l’evento è organizzato da Fondazione Italiana Sommelier (FIS) Sicilia.

Il racconto diventa un viaggio di scoperta di nuove sensazioni di profumi e sapori che solo i grandi vini sanno trasmettere.

La Valle della Loira, il più vasto sito inserito nel Patrimonio Unesco è più famosa per i suoi castelli che per la sue cantine, ma forse non sapete che il suo territorio si presta a produrre vini spettacolari, come il Cabernet Franc, il Muscadet, il Vouvray o il più conosciuto Sauvignon.

Il territorio della valle si estende lungo il corso del fiume Loira, il più lungo della Francia, tra le antiche province dell’Orleans e de la Touraine, del Maine e dell’Angiò; il paesaggio è vario e particolarmente dolce, un susseguirsi di colline, vigneti, boschi e fiumi che rendono la regione tra le più belle della Francia.

Dal punto di vista enologico, la Valle si presenta interessante per la grande varietà dei vini, bianchi, rosati, rossi, dolci e spumanti, dettata soprattutto da un clima variabile che decide spesso l’andamento della produzione, le annate particolarmente calde possono portare a una produzione di vini dolci, mentre nelle annate fredde aumenta la produzione di spumanti.

La regione è particolarmente legata ai vini bianchi, i vitigni principali sono, a bacca bianca:

Sauvignon Blanc, Chenin Blanc e Melon de Bourgogne, Arbois, Chardonnay e Folle Blanche;

quelli a bacca rossa:

Cabernet Franc, Gamay, Grolleau, Pinot Nero, Cabernet Sauvignon, Malbec, Pineau d’Aunis e Pinot Meunier.

La Valle della Loira è riconosciuta dal sistema di qualità Francese come AOC (Appellation d’Origine Contrôlée, Denominazione di Origine Controllata).

L’area più importante è sicuramente quella più a settentrione, suddivisa in tre zone. Ad occidente, vicino alla costa Atlantica e intorno alla città di Nantes, si trova l’area di produzione del Muscadet, nella parte centrale Anjou-Saumur e Touraine e nella parte orientale, poco distanti da Orléans, Sancerre e Pouilly-Fumé.

Per questo viaggio di degustazione nella Valle partiamo da Nantes dove si produce un vino famoso per lo straordinario accoppiamento con i frutti di mare, in particolare le ostriche: il  Muscadet. Il vitigno è il  Melon de Bourgogne. I vigneti sono piantati su massa granitica e il clima della zona è mite ma incostante. Per aumentare la complessità e la struttura di questo vino i produttori iniziarono intorno agli anni ottanta a far maturare il Muscadet Sur lie, ovvero sulle proprie fecce e i propri lieviti.

Il vino che assaggiamo in degustazione è il Muscadet Sèvre et Maine “Granite” – Domaine de l’écu, anno 2014, Vol. 13%, alla vista si presenta giallo – verde, brillante e limpido; al naso si avverte una nota minerale intensa, frutta a polpa bianca, agrumi e nocciola. Freschissimo e sapido in bocca, succulento, molto centrale e verticale, ottimo con le ostriche della Normandia. Prezzo 18 euro circa.

La seconda tappa nella Valle è ad Anjou-Saumur, dove i bianchi più conosciuti sono quelli della denominazione Savennières. Coulée de Serrant è la Cru più importante, con vigneti esposti a sud – est, impiantati su suolo di scisti, 7 gli ettari vitati, il proprietario è Nicolas Joly diventato un mito nel mondo del vino applicando alle sue vigne le teorie di Steiner e della biodinamica. il vitigno protagonista è lo Chenin Blanc, capace di produrre vini con una profonda mineralità, freschezza e aromi complessi che si prestano ad essere affinati in bottiglia per decine di anni. Anjou-Saumur è anche una zona celebre per la produzione di vini dolci, in annate particolarmente favorevoli si sviluppa la Botrytis Cinerea o muffa nobile, che conferisce ai vini un’eleganza fuori dal comune, i vini migliori provengono dalla denominazione di Quarts de Chaume.

Il vino in degustazione è il Savennières Coulée de Serrant – Clos de la Coulée de Serrant, anno 2011, Vol. 15%, alla vista giallo oro, con una sfumatura calda e avvolgente, brillante e limpido: al naso è sorprendente, complesso ed elegante, richiama frutti maturi, zenzero, tartufo, zafferano, note scure, miele di castagno e whisky. In bocca è freschissimo, sapido e morbido, ma l’alcol diventa quasi marginale, fine, armonico e persistente, quasi quadrato. Ottimo con pesce, crostacei e formaggi di capra. Prezzo 75 euro circa.

Le aree più importanti dei vigneti centrali, chiamati così perché si trovano al centro della Francia e non al centro della Valle, sono quelle di Sancerre e Pouilly-Fumé. il clima è particolarmente freddo a Pouilly e, le uve, coltivate ad alta densità (17.000 piante per ettato), devono essere portate a perfetta maturazione, i terreni sono ricchi di calcare e pare sia proprio questa la caratteristica che conferisce ai vini il particolare aroma affumicato. Il vitigno principe è il Sauvignon Blanc che rappresenta in questi vini la miglior espressione di se stesso, tanto da essere divenuti un modello di riferimento per le caratteristiche organolettiche che li distinguono, freschezza spiccata, eleganza e finezza.

Il vino in degustazione è il Pouilly Fumé “H.D. – Haute Densité” – Château de Tracy, anno 2013, Vol. 13,5%, alla vista si presenta giallo oro brillante e limpido; al naso è complesso e fine, con note di fungo e muschio, iodio, fiori di sambuco e una leggera speziatura, si percepisce una canna di fucile appena iniziata. In bocca un’acidità avvolgente e sapida, in cui emergono pompelmo e cedro e un’energia persistente, sicuramente un vino ancora in evoluzione. Prezzo 70 Euro circa.

Ad ovest troviamo l’area vinicola di Touraine la cui produzione verte sui bianchi e rossi, ma i più celebri sono sicuramente i bianchi di Vouvray, che prendono il nome dall’omonimo comune vicino a Tours. 2000 ettari di vigneti il cui vino rappresenta la massima espressione dello Chenin Blanc. Il Vouvray si presta a diversi tipi di vinificazione, versione ferma, spumante e dolce e la classificazione del contenuto di zuccheri va dal sec al demisec, molleux (quelli affetti da muffa nobile) a doux o liquoreux . In questa zona il clima regna sovrano sulla produzione, impossibile da pianificare, così le annate storiche sono quelle più calde in cui si producono vini dolci con uve attaccate dalla Botrytis cinerea, mentre nelle annate più fredde si spumantizza.

Il vino in degustazione è Vouvray Demi Sec “Le Clos du Bourg” – Domaine Huet, anno 2014, Vol.13%, alla vista giallo dorato, brillante. Al naso si avverte una componente floreale, fiori gialli e frutta, mela cotogna, albicocca, miele iodio e una punta di Botryte. In bocca un’acidità agrumata stemperata dallo zucchero. Un vino che ho decisamente apprezzato.

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Geo

Per le foto della serata si ringrazia Carmelo Casella 

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