Eco_village_life

by Rosa Maria Tomasello
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   photo-1434393493133-00c371247786Il padre dell’eco-villaggio, un luogo in cui vive un tipo di comunità basata esplicitamente sulla sostenibilità ambientale, è l’australiano David Holmgren.

L’ecologo ed agronomo teorizza:

-l’adesione volontaria dei partecipanti e condivisione dei principi fondanti;

-nuclei abitativi progettati per ridurre al minimo l’impatto ambientale;

-uso di energie rinnovabili;

-autosufficienza alimentare basata su permacultura o altre forme di agricoltura biologica.

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In tutte le epoche è stato affrontato il tema della vita in comune: gli architetti utopisti, per esempio, proponevano nell’800, società e insediamenti ideali che i si contrapponevano alle città in cui il peggioramento della qualità della vita era dovuto alla diretta conseguenza dall’industrializzazione; essi auspicavano un sistema di vita, di visione socialista, in città “utopiche”, così chiamate sia perché le proposte di struttura sociale e di struttura urbanistica erano troppo avanzate per i tempi in cui si sarebbero dovute applicare, che perché in contrasto con la mentalità industriale e capitalista.

Paperwork fu uno dei primi utopisti dell‘800 che teorizzò uno schema per una città ideale in parte classico ed in parte paesaggistico; suggerimenti concentrati sul fatto di riportare in auge un’economia rurale poichè l’obiettivo era quello di risolvere la scissione che si era formata tra la campagna e la città.

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Gli ecovillaggi sono la nuova formula, ma più in grande, della comune sessantottina; sono luoghi in cui si dà vita a nuove forme di convivenza che mirano a riaggregare il tessuto familiare, culturale e sociale che la vita postmoderna e globalizzata ha demolito, costituendo un laboratorio di ricerca e sperimentazione verso stili di vita alternativi ai modelli socio-economici più diffusi.

Il fondamento essenziale dell’ecovillaggio è l’autosufficienza; in questo modo viene soddisfatta al suo interno ogni esigenza dei suoi membri: lavoro, svago, espressione di sé, educazione, bisogni affettivi che insieme all’uso di energie rinnovabili, volte alla difesa dell’ambiente e dell’economia locale, si presta a costituirsi come un modello sostenibile, sia sul piano economico che sociale ed ecologico.

David Holmgren insieme a Bill Mollison (il fondatore della permacultura) ha messo in pratica lungo tutto il corso della sua vita le sue conoscenze nei seguenti punti:

-ha approfondito gli aspetti teorici della progettazione e realizzazione di ecosistemi stabili;

-ha appreso dalla natura e dalle culture contadine del passato;

-ha imparato ad utilizzare al meglio e senza sprechi le risorse disponibili.

Holmgren ha vissuto e lavorato nello stato di Victoria, facendo il consulente e tenendo corsi e laboratori in Australia e Nuova Zelanda, in Europa e Israele.

Negli ultimi anni insieme alla famiglia ha fondato Melliodora, una tenuta agricola impostata su basi permaculturali, diventata anche un centro di riferimento a scopo dimostrativo dei principi della permacultura.

E naturalmente ha partecipato alla realizzazione pratica di un eco-villaggio, il Fryers Forest eco-village, tuttora in evoluzione.b0f9e0b2

Possiamo affermare che gli ecovillaggi sono le fondamenta per le comunità del futuro perché il sistema si sta moltiplicando in tutta Europa. In Italia c’è una vera e propria rete di villaggi ecologici (RIVE) che è un’associazione costituita da congregazioni, ecovillaggi e progetti di comunità con lo scopo di far conoscere le esperienze comunitarie dove è possibile vivere l’utopia di una società basata sulla solidarietà, la cooperazione e l’ecologia.

Le comunità che ne fanno parte hanno un vissuto differente, ma tutte sono ispirate a un modello di vita sostenibile dal punto di vista ecologico, spirituale, socioculturale ed economico. Obiettivo comune è quello di far diventare la sostenibilità l’attitudine di un gruppo per migliorare le prospettive ambientali delle future generazioni.

Questi laboratori di sperimentazione sociale si stanno diffondendo in tutte le regioni italiane, ma hanno il loro epicentro in toscana dove, tra gli altri, troviamo il ‘Popolo degli Elfi’ ubicato nelle montagne di Sambuca Pistoiese dove 250 persone hanno recuperato un vasto centro abitato costituito da quattro piccole frazioni e da altre quattordici colonie raggiungibili solo a piedi. Nelle case non vi è l’elettricità, ci si riscalda e si cucina con la legna, e viene portata avanti  una scuola autogestita.

Altri esempi sono quelli di Monte Venere, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, grazie ad un accordo con il Comune, che ha ceduto le case gratuitamente in cambio della sistemazione, si può vivere tutto l’anno, e Damanhur, in Piemonte, dove vive una società multilingue, aperta agli scambi con il mondo e le diverse culture dei popoli.

In questo tempo di crisi che sembra non finire più, quella degli ecovillaggi è un’alternativa all’autocommiserazione e alla perdita delle aspettative. Imparare a vivere con poco, con quanto che la Terra ci offre, donando le proprie capacità per la costruzione di un luogo in cui si possa portare avanti la teoria dell’auto-sostentamento, applicando il principio di bastare a sé stessi, con l’obiettivo di sopravvivere senza sprechi grazie all’agricoltura e alla pastorizia a basso impatto ambientale.

Per andare avanti dobbiamo tornare un po’ indietro e guardare, per esempio, cos’hanno fatto i nostri nonni subito dopo la guerra, come sono sopravvissuti alle carestie e alla perdita di ciò che avevano.

Noi però abbiamo un vantaggio, la consapevolezza:  adesso siamo consci di ciò che la globalizzazione e il capitalismo hanno prodotto sull’ambiente e sull’uomo, e questo non può che indirizzarci a non commettere più gli stessi errori che hanno portato al degrado che stiamo vivendo.

(Per info su tali realtà consultare il sito: www.aamterranuova.it)

                                                                                                          Rosa Maria

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