Makaibari, il giardino del tè

by Rosa Maria Tomasello
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Ci sono tanti luoghi incantati nel mondo. Uno di essi è Makaibari, il giardino del tè.
Ubicato in India a Darjeeling, letteralmente il “luogo dove da oriente sgorga la luce”, alla base dell’Himalaya, si estende in un territorio talmente grande da avere al suo interno tre zone climatiche che si susseguono nell’arco di tre ore di tragitto in macchina: la tropicale, la temperata e l’artica.
Makaibari (che letteralmente significa campo di mais) è la prima fabbrica di tè al mondo fondata nel 1859 che, sebbene si trovi in India, non è mai stata di proprietà degli inglesi.
Le quattro generazioni di proprietari si sono susseguite fino a Rajah Banerjee, che è riuscito a unire, in una partership illuminata, le diversità etniche dei sette villaggi che si trovano nel suo territorio.

Il loro mantra recita: Healthy soil is healthy mankind ovvero il benessere del suolo è il benessere dell’umanità.

E nella foresta pluviale subtropicale dove per il 70% si coltiva il tè, sotto la copertura forestale appunto, per riuscire nell’intento si applica il metodo di produzione biodinamico, basato sugli insegnamenti di Rudolf Steiner, che si fonda su una concezione “olistica”, in cui tutto è connesso e tutti gli elementi devono essere in equilibrio e quindi sani.
Il territorio coltivato diventa un organismo in relazione con l’ambiente circostante, con l’intero pianeta, con il cosmo e le costellazioni.
Si utilizzano le pratiche di agricoltura biodinamica e quindi non si impiegano prodotti chimici e organismi geneticamente modificati.
Alle piantine del tè si somministrano in dosi omeopatiche dei preparati naturali ottenuti da processi fermentativi, decotti e minerali, sempre tenendo conto delle fasi della luna e del sole; si lavora il terreno secondo metodi tradizionali con l’obiettivo di rigenerare e rivitalizzare il suolo.

Alla base di tutto c’è l’applicazione della permacultura che mira a integrare i cicli naturali e la vita umana per giungere ad un ambiente sostenibile ed equilibrato.
Attraverso la pacciamatura si prepara lo strato di terreno che sarà utilizzato per la coltivazione del tè sovrapponendo strati di potature, di piante leguminose e di foglie caduche che insieme alla terra sono lavorati dai lombrichi, che aerano, digeriscono e rendono disponibile la terra per la coltivazione ed essi stessi sono il cibo per uccelli e altri animali; anche le mucche, i loro animali sacri, danno un notevole contributo: grazie alla ruminazione continua producono un letame di alto valore che favorisce la formazione di humus che rimane stabile nella terra e ne assicura la fertilità a lungo termine.

Workers carry baskets of hand-picked tea leaves at the Makaibari Tea Estate in Kurseong, West Bengal, India, on Monday, Sept. 8, 2014. The 155-year-old Makaibari Tea Estate recently sold it’s Darjeeling tea, named Silver Tips Imperial, for $1,850 a kilo to buyers from the U.K., the U.S. and Japan, becoming the most expensive Indian tea ever sold. Photographer: Sanjit Das/Bloomberg

Ogni elemento naturale dunque entra nel sistema come l’acqua lo fa attraverso la pioggia, tramite l’umidità della notte, dai ruscelli e da faglie sotterranee.
Per chi vi lavora è una semplice esperienza magica, è una disciplina che permette di progettare insediamenti umani il più possibile somiglianti agli ecosistemi naturali.
La conseguenza di tutto ciò è lo svilupparsi di una società sana e anche molte specie di animali possono prosperare dalle pantere in via di estinzione, alle tigri, agli uccelli, le farfalle, i serpenti, i ragni e molti altri, tutto si integra nella catena alimentare naturale.

A Makaibari il tè viene chiamato “la bevanda magica” e deriva dalle foglie della Camellia Sinensis, un arbusto sempreverde originario dell’Asia.
Dopo l’acqua, è la bevanda più consumata nel mondo.
La Camellia Sinensis, che cresce in climi tropicali e subtropicali, è un arbusto sempreverde che produce piccoli fiori bianchi; le foglie e germogli si raccolgono dopo tre anni di vita della pianta. Una volta raccolte, le foglie vengono essiccate e lavorate in preparazione per la distribuzione.
Più piccola è la foglia migliore è il tè e per questo motivo sono le donne che si occupano del raccolto e della lavorazione del tè.
Con la loro pazienza e con le loro mani riescono a separare le foglie da lavorare da ciò che deve essere reintegrato nel suolo.
Sono sempre e solo le donne che raccolgono sotto la luce della luna piena e solo in quelle notti, al massimo può succedere quattro volte in un anno, il tè più magico di tutto il giardino, il Silver Tips Imperial, un tè semi-fermentato lavorato a mano e assolutamente magico non solo perché coltivato in totale armonia con i ritmi naturali e con le forze cosmiche del creato, ma soprattutto perché durante la fase di raccolto imprigiona e conserva i raggi cosmici dell’universo.

Sono ancora le donne che nei villaggi e nelle loro case gestiscono il denaro.
Se andrete in questo luogo fatato potrete farvi ospitare da una delle numerose famiglie che mettono a disposizione dei visitatori la propria casa. Ma quando si tratterà di pagare raccomandiamo di dare il compenso direttamente in mano alla padrona di casa, così nulla andrà sciupato e sarà ben investito.
Al contrario datelo agli uomini e sarà presto sprecato in alcool o in fumo.

E come afferma Rajah Banerje, Makaibari non può che incarnare l’esempio da seguire, il punto di partenza della rivoluzione culturale che solo le donne possono portare a compimento.
Ed io ne sono fermamente convinta.
Quando tutte le donne attualmente succubi di culture opprimenti si renderanno conto che hanno un immenso potere nelle loro mani, ma soprattutto nelle loro teste, allora si che l’umanità intera cambierà.
E si allontanerà dalle guerre, dalle ingiustizie, da tutto ciò che non si integra con il cosmo intero.

Rosa Maria

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4 comments

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Fiorenza Bortolotti 8 Aprile 2016 - 14:11

peccato non abbiate messo foto di Makaibari….

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Rosa Maria Tomasello
Rosa Maria Tomasello 8 Aprile 2016 - 16:46

Si, vero è un peccato, ma non si potevano prendere le foto dal sito senza autorizzazione.
Se può fornirci foto foto di Makaibari le inseriremo nell’articolo!

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Johne837 13 Aprile 2016 - 03:43

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Geo
Geo 15 Aprile 2016 - 17:47

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