La storia dell’albero di Natale

by geo
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Ci sono molte cose, credo, che possono avermi fatto del bene senza che io ne abbia ricevuto profitto e Natale è una di queste…un periodo di gentilezza, di perdono, di carità, di gioia…nel quale uomini e donne sembrano concordi nello schiudere liberamente i cuori serrati e nel pensare alla gente che è al di sotto di loro come se si trattasse realmente di compagni nel viaggio verso la tomba, e non di un’altra razza di creature in viaggio verso altre mete.

Charles Dickens
Un canto di Natale

Siamo a Natale, pronti a tuffarci nelle tradizioni, L’albero di Natale è già pronto, con le sue lucine e le decorazioni, ma perché lo facciamo? Dove ha avuto origine questa tradizione e qual è la sua storia?

L’abete, il Tannenbaum, è un albero considerato magico perché rimane sempreverde e una favola racconta che questo dono gli venne concesso da Gesù perché l’albero lo aveva protetto mentre fuggiva dai suoi nemici offrendogli un rifugio. La sua forma è piramidale e nella tradizione tedesca, diventa anche l’albero da cui la levatrice scuotendo i rami tira fuori i bambini.
Il primo albero di Natale decorato di cui ci è giunta notizia è stato fatto in Estonia nella piazza del Municipio della città Tallin nel 1441 e pare avesse la capacità di propiziare l’incontro con la propria anima gemella, per questo i giovanotti e le dame dell’epoca vi danzavano intorno.

Diverse città si contendono però il primato di aver realizzato il primo albero, nella città di Riga in Lettonia si trova una targa scritta in ben otto lingue in cui si dichiara che il primo albero venne decorato nel 1510, mentre le cronache della città di Brema raccontano di un albero adornato con frutti e noci nel 1570.
Per molto tempo la tradizione dell’albero di Natale restò confinata nelle regioni del nord Europa e venne considerata dai cattolici una tradizione protestante.
Ma intorno al 1905 gli Stati Uniti abbracciano e diffondono la tradizione dell’albero, che diviene il vero simbolo del Natale, che da festa religiosa si trasforma sempre di più in festa commerciale.

Nel 1890, le lucine fanno la loro comparsa negli scaffali dei negozi, messe a punto da Edward Johnson, che altri non era se non l’assistente di Thoma Edison. I primi alberi di Natale artificiali sono stati invece inventati in Germania nel 19° secolo, utilizzando una combinazione di piume d’oca e colorante verde, l’allarme degli ambientalisti era alto, temevano questo disboscamento selvaggio degli abeti, soprattutto negli Stati Uniti.

Franklin Pierce, il 14° presidente, è stato il primo ad avere un albero di Natale alla Casa Bianca nel 1856. Più tardi, nel 1923, il presidente Calvin Coolidge ha tenuto la prima cerimonia di accensione dell’albero. Il primo sindaco che in Grant park a Chicago introdusse la tradizione dell’albero della città fu H. Harrison nel 1913, invece la tradizione albero del Rockefeller Center di New York City non cominciò fino al 1931.

Dal 1947, la città di Oslo, in Norvegia, ha presentato come regalo annuale di un albero di Natale all’Inghilterra come ringraziamento per l’aiuto durante la Seconda Guerra Mondiale. Quest’albero è noto come l’Albero di Natale di Trafalgar Square ed è divenuto simbolo della diplomazia internazionale.
Oggi, solo il 2% degli alberi di Natale sono tagliati e raccolti in natura, gli altri vengono coltivati in aziende agricole. Nel 2012 sono stati 46 milioni di alberi di Natale piantati, ogni albero matura in un periodo che va dai sei ai dieci anni ed è davvero tanto il lavoro di potatura per fargli assumere la tradizionale forma.
In Italia, per fortuna, la stragrande maggioranza di alberi di Natale sono sintetici e vengono riposti alla fine delle feste pronti per essere riutilizzati l’anno seguente e non gettati dopo essere stati tagliati alla fine di perpetrare una tradizione meramente commerciale.

La ricetta di oggi è siciliana e natalizia, è un usanza mangiare al tradizionale cenone della vigilia la

Scacciata siciliana al cavolfiore (Sicilia)

• 1 kg di farina di integrale
• 50 gr di lievito (meglio se lievito di pasta madre)
• Sale marino integrale
• mezzo bicchiere d’acqua
• 1 olio evo
• 1 bicchiere di vino rosso
• 1 cavolfiore di circa 1 Kg
• 2 cipolle
• olive nere
• pepe q.b.
• 200 gr di provolone piccante

Impastate la farina col lievito, un pizzico di sale, l’olio e l’acqua su un tavolo di legno, il composto deve risultare omogeneo e duro. formate delle pagnotte e lasciatele lievitare avvolte in canovacci spolverati di farina in un posto caldo per almeno 2 o 3 ore, se il posto non è abbastanza caldo, copritele con delle coperte. Quando saranno ben lievitate, lavoratele ancora aggiungendo un altro po’ di olio, infine col mattarello stendete dei dischi di circa 30 cm di diametro.
Per la farcia, pulite il cavolfiore, lavatelo e tagliate delle fettine sottili. Tritate la cipolla e tagliate a pezzetti il provolone piccante.
Fate cuocere in un tegame a fuoco bassissimo la cipolla e il cavolfiore irrorando di olio di oliva, condite col sale il pepe, infine aggiungete il provolone piccante e le olive nere. Di tanto in tanto, bagnate con qualche cucchiaio d’acqua e a mezza cottura aggiungete il vino. Il cavolfiore deve un po’ soffriggere quindi l’acqua deve essere aggiunta a piccole dosi. Lasciate raffreddare.
Come ultimo passaggio ponete i cavolfiori affogati in una metà del disco di pasta e coprite con l’altra metà, ripiegando il bordo su se stesso con le dita. Preriscaldate il forno a 200° E Cuocete per circa 35 minuti.

Per Natale la musica è una cosa fondamentale, in spotify trovate una compilation dal titolo “Christmas pop” molto carina, oppure in alternativa Michael Bubblè “Cristmas special deluxe edition”. Godetevi le feste con i vostri cari.

Auguri.

Geo

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