Pop food-art, il mito di Andy Warhol

by geo
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Credo che uno di più grandi foodporn della storia sia stato Andy Warhol con la sua ossessiva attenzione al cibo, un cibo che sembra nascere direttamente dalle fabbriche per essere successivamente trovato sugli scaffali dei supermercati.

Un cibo che interrompe ogni rapporto con la natura, lontano  da ogni impulso sensoriale, lontano dal contatto visivo e olfattivo, reso irriconoscibile ed esaltato da packaging appositamente studiati per sedurre i consumatori.

Andy si affermò negli anni sessanta del Novecento come illustratore e pubblicitario e nel 1962 espose per la prima volta alla Galleria Ferus di Los Angeles rivelandosi uno degli artisti più talentuosi della Popular art. Egli portò i supermercati nei musei, ispirato dalle parole di Muriel Latow, una gallerista e decoratrice d’interni: C’è bisogno di qualcosa che si vede ogni giorno, qualcosa che chiunque possa riconoscere. Qualcosa come un barattolo di Campbell’s Soup”.

Ma il rapporto di Andy Warhol col cibo è costantemente segnato dalle privazioni affrontate nell’infanzia, terzo figlio di immigrati dell’Est Europa (l’odierna Slovacchia per essere precisi), suo padre lavorò come operaio prima e come minatore in seguito, ma morì quando Andy aveva solo 14 anni e i suoi fratelli maggiori e la madre furono costretti a provvedere come meglio potevano alla famiglia.

Diventando un artista ricco e famoso, ammise di non riuscire a tollerare di mangiare gli avanzi, nonostante fosse perseguitato da un senso di colpa che lo spingeva a non buttare via nulla e a riciclare più che poteva il suo cibo avanzato.

Andy amava i piatti semplici, era frugale nella scelta del cibo e spesso lo consumava davanti alla tv. Poteva permettersi di ordinare tutto ciò che voleva alla Grenouille, un ristorante molto alla moda e costoso, ma mentre i suoi compagni mangiavano Andy avvolgeva il suo pasto per i senzatetto.

Fondamentalmente Andy Warhol amava il sistema democratico dell’industrializzazione americana e affermava:

“L’america ha iniziato la tradizione in cui i consumatori più ricchi comprano essenzialmente le stesse cose dei poveri. Si può guardare la TV e bere Coca-Cola, e si sa che il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola. Una Coca è una Coca e nessuna somma di denaro può ottenere una Coca Cola migliore di quella che sta bevendo il barbone all’angolo. Tutte le Cokes sono uguali e tutte le Cokes sono buone. Liz Taylor lo sa, il presidente lo sa, il barbone lo sa, e tu lo sai”.

In pochi sanno che lui stesso sarebbe voluto essere un ristoratore e aveva ideato “Andy-Mat”, un ristorante di quartiere che avrebbe servito cibo casalingo, senza troppe pretese e a prezzi ragionevoli; l’apertura era stata prevista nell’autunno del 1977 in Madison Avenue, all’altezza della 74° Strada a New York. Purtroppo il progetto non si concretizzò mai.

Quando si chiedeva ad Andy Warhol quale fosse il suo piatto preferito rispondeva:

“Mangiare per me non esiste. Mi piacciono le caramelle. caramelle a colazione, a pranzo, a cena. D’altra parte mangio da vent’anni sempre le stesse cose: minestra e panini. E il mio piatto preferito è la minestra di pomodori Campbell. Trovo per lo meno divertente che si spendano 100 dollari in un ristorante o 50 centesimi in un grande magazzino per avere la stessa sensazione. La sensazione di essere sazi”

La Campbell’s Crema condensata di Pomodoro è preparata con pomodori, zucchero, sale, olio vegetale e spezie, in lattina da 295 gr costa oggi € 3,28

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