Il mondo colorato dei cibi: peperoncini Habanero con pancetta e Philadelfia

by geo
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Pensando al colore, anzi come diceva Ives Klein al colore crudo, la prima cosa che mi viene in mente è la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka con gli Oompa Loompa, oppure un Luna Park con le sue palle colorate, sicuramente oggetti che mi portano a regredire ad uno stato d’infantilismo. Questo di norma capita a tutti, ma anche le persone volgari e gli oggetti Kitsch ci fanno pensare al colore, un esempio? Il maneki-neko, gatto dorato portafortuna, un oggetto cinese così brutto da essere paradossalmente diventato un cult!

Il colore parla anche di erotismo e di emozioni forti ma sembra che tutta la nostra società sia pervasa da una sorta di cromofobia, paura del colore. Secondo Le Corbusier il colore si addice alle razze semplici, ai selvaggi e ai contadini nel suo “Viaggio in Oriente” affermava «Che sete rutilanti, che marmi scintillanti ed elaborati, che bronzi e ori opulenti… facciamola finita con queste cose: è l’ora di bandire una crociata a favore del bianco calce e di Diogene».

Un altro motivo per cui si diffida del troppo colore è che ha una natura femminile anche se a noi piace e soprattutto, amiamo la femminilità della natura che deve il suo colore verdeggiante all’abbondanza di clorofilla, una molecola molto particolare “che incanala energia nei processi biochimici della cellula e assorbe il rosso e l’azzurro dei raggi solari”. Il colore è da sempre stato legato all’alchimia prima, alla chimica successivamente ma anche alla cucina, agli inizi del medioevo giravano dei libri segreti, più che altro manuali, che raccoglievano procedimenti per creare i colori, mescolati a ricette per la preparazione del cibo, medicamenti e formule magiche, tutto rientrava in un unico calderone.

I quattro colori primari sono stati associati ai 4 elementi, aria, acqua, terra e fuoco e ne posseggono le virtù, rappresentano inoltre l’anello di congiunzione tra cielo e terra.

Ma cerchiamo di capire meglio l’interazione tra cibo e colore:

Il colore dei cibi è dovuto a delle molecole chiamate carotenoidi e flavonoidi.

Il colore ROSSO in particolare è dato dal licopene che è attivo contro le malattie cardiovascolari ed è un potentissimo antiossidante, i cibi che lo contengono sono:

Barbabietola, peperoncini, peperoni rossi, pomodoro, anguria, pompelmo rosa, ciliegie, ravanelli.

Il colore rosso, è un colore stimolante, che rende attivi, il suo archetipo è il fuoco.

Il colore GIALLOARANCIO è dato da un carotenoide chiamato beta-carotene che è un potente antitumorale, che rinforza il sistema immunitario e riproduttivo, che protegge la vista e ritarda l’invecchiamento cellulare, i cibi che lo contengono sono:

Agrumi, carote, zucca, mango,albicocche e meloni.

Il colore giallo rappresenta la lucidità di coscienza, la conoscenza, l’ambizione e la curiosità. L’archetipo è la luce e l’infinito.

Il colore VERDE   come accennato prima è dato dalla clorofilla che è una specie di emoglobina vegetale:  purifica il sangue e ne regola il tasso di colesterolo, neutralizza le tossine e tonifica il cuore, le verdure che la contengono sono anche ricche di vitamine e oligominerali e sono:

Insalate, bietole, spinaci, broccoli, cime di rapa, ortiche, cavoli e in generale tutte le verdure.

Il colore verde è il colore dell’Io, della vitalità e dell’energia incanalata. Rappresenta la perseveranza e la fiducia in se stessi, l’archetipo è l’albero.

Il colore VIOLA nel cibo è donato dagli antociani. Flavonoidi antiossidanti e antietà, capaci di irrobustire i capillari e prevenire l’arteriosclerosi.

I cibi che li contengono e che sono considerati anche degli antitumorali sono: Melanzane, ribes, cavolo rosso, mirtilli, uva nera, prugne, cipolle rosse, melagrana, ciliegie, sambuco e bacche.

Il viola è il colore dell’ambivalenza e dell’identificazione, ma anche dell’equilibrio e dell’autorealizzazione.

Il BIANCO è il colore dei cibi che contengono composti solforati e glucosinolati, in genere sono i cibi che hanno un odore che spesso si considera sgradevole, pensiamo all’aglio o al cavolfiore, ma le loro molecole oltre ad essere attive contro i tumori, fluidificano il sangue, proteggono il tessuto osseo, riducono il colesterolo ematico.

Sono contenute nell’aglio, nei rapanelli, nel cavolo, nel rafano e nelle rape.

Il bianco è dato dalla fusione di tutti i colori. È il colore dell’illuminazione e della purezza. Esprime l’archetipo dell’assoluto e della luce.

La ricetta che voglio suggerirvi oggi è molto semplice anche se è davvero per persone coraggiose e me l’ha donata una regina che vaga per il mondo in cerca di ispirazione, l’ho un po’ modificata a dir la verità, ma il risultato è strabiliante e anche colorato e afrodisiaco.

peperoncini Habanero*

Formaggio Philadelfia

Pancetta in fette

Indossate dei guanti (è molto importante ed evitate che venga a contatto con pelle e occhi) aprite i peperoncini togliendo la calotta superiore ed eliminando i semi, riempiteli di Philadelfia e avvolgeteli nella pancetta. Saltateli in una padella antiaderente e gustateli ascoltando la LLorona di Chavela Vargas, è molto probabile che siate voi a piangere! 😀

*L’Habanero è uno dei peperoncini più piccanti al mondo, la sua collocazione nella scala di Scoville si posiziona mediamente tra 200.000 e 300.000 Unità.

Sostanze semplici, vegetali, minerali e viscose. Lasciate sobbollire nel crogiolo del cuore dell’artigiano ben nato, mescolate a fondo e servite fiammeggiante. GEORGES DUTHUIT The Fauvist Painters

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