Giocando col cibo – Food art

by geo
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Quando eravate piccoli giocavate col cibo?

Io sempre. La mollica del pane diventava una macchinina, i semini della mela gli occhi di un cagnolino assemblato con le patate avanzate, la pasta cruda veniva rubata per realizzare gioielli e si, puntualmente arrivava il rimprovero: “Non si gioca col cibo“….Ma davvero non si gioca col cibo? Eppure molti artisti contemporanei ‘giocano‘ col cibo per creare meravigliose opere d’arte, definite “effimere” per la breve durata, ma pur sempre geniali.

Avete mai sentito parlare di Carving food?

Vi presento Cristel Assante, artista francese e le sue sculture ricavate da fragilissimi gusci d’uovo, straordinariamente bellissime!

Parlando di carving food non si può non citare James Parker, veggy artist, sue sono alcune delle più incredibili sculture di frutta e verdura.

Altro artista, altro stile, cos’è un foodscape? È un paesaggio in cui i panini si trasformano in colline e i peperoncini divengono barchette per guadare torrenti, piccoli pezzi di parmigiano nuvole del cielo e fragole e limoni mongolfiere volanti, il lavoro di Carl Warner è davvero unico nel suo genere.

Più di 72.000 biscotti, caramelle, thè e tortine sono stati utilizzati da Song Dong, artista cinese che ha costruito in un magazzino di Londra una tradizionale città orientale dotata di stadio e chiesa, la “Biscuit city” …meno male che non c’ero, forse mezza città sarebbe andata persa!

Ho lasciato per ultimo il mio preferito  (a parte il cognome di un altro grande artista futurista Giacomo Balla), sicuramente avrete visto su internet le sue geniali creazioni, Tamás non è mai scontato e riesce a trasformare la frutta o il pane in strane storie, dagli incredibili risvolti, la cosa che mi colpisce maggiormente però sono le espressioni e la mimica facciale che caratterizzano le sue sculture: Amazing direbbero gli americani!

  

Dopo i “giochi” di questi grandi food artist, non sono per niente convinta che col cibo non si giochi, quindi decido che da domani ricomincerò a giocare e lo farò ascoltando Unplugged in New York dei Nirvana.

Così perché mi va! 🙂

Geo

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