La passione di Frida: Diego, la pittura e la cucina!

by geo
0 comment

Esistono amori distruttivi ma di cui non si può fare a meno, amori sostenuti da un fuoco che divampa dentro impossibile da spegnere. Non può la ragione, non può chi ti circonda e non può il cuore. Questi amori sono come incidenti, ti cambiano il percorso e con esso la vita.

Un amore leggendario fu quello tra Frida Khalo e Diego Rivera, uniti dall’arte e dagli ideali politici, divisi e tormentati dai continui tradimenti di Diego. Frida dichiara alla sua biografa:  “Ho avuto due gravi incidenti nella mia vita. Il primo fu quando un tram mi mise al tappeto, l’altro fu Diego”.

Molti li definivano il rospo e la bambina, Diego aveva 46 anni ed era al suo terzo matrimonio quando sposò Frida, lei lo adorava, avrebbe fatto tutto per lui e quando erano separati gli scriveva appassionate lettere d’amore:

“…Una carne non è fatta per sposare il nulla. La mia notte ti ama fin nel suo intimo, e risuona anche del mio. La mia notte si nutre di echi immaginari. Essa, può farlo. Io, fallisco. La mia notte mi osserva. Il suo sguardo è liscio e si insinua in ogni cosa. La mia notte vorrebbe che tu fossi qui per insinuarsi anche dentro di te con tenerezza. La mia notte ti aspetta. Il mio corpo ti attende. La mia notte vorrebbe che tu riposassi nell’incavo della mia spalla e che io riposassi nell’incavo della tua. La mia notte vorrebbe essere spettatrice del mio e del tuo godimento, vederti e vedermi fremere di piacere. La mia notte vorrebbe vedere i nostri sguardi e avere i nostri sguardi pieni di desiderio. La mia notte vorrebbe tenere fra le mani ogni spasmo. La mia notte diventerebbe dolce. La mia notte si lamenta in silenzio della sua solitudine al ricordo di te. La mia notte è lunga, lunga, lunga…”

Lui sempre circondato da donne cominciò a tradirla da subito, ebbe una relazione persino con la sorella Cristina, aumentando le sofferenze di Frida già gravi a causa dell’incidente che all’età di diciassette anni le squarciò il corpo e che per tutta la vita le inflisse dolori, lunghi periodi di immobilità e aborti che le impedirono di realizzare il sogno di diventare madre.

Sicuramente fu la sua grande forza d’animo e la passione per la pittura a non lasciare che si arrendesse alla depressione. Reagì perdonando la sorella e risposando Diego, ma cominciò a concedersi anche altre storie d’amore: Nickolas Muray, la fotografa italiana Tina Modotti, Lev Trotsky, tra gli altri.

Frida dipinse circa 200 quadri, moltissimi autoritratti, nei lunghi periodi passati a letto si fissava in uno specchio montato sul tetto del baldacchino e si ritraeva, dichiarò più volte di essere il soggetto che conosceva meglio, in realtà dipingeva il suo mondo interiore e guardando i suoi dipinti ci si rende conto di come attraverso l’arte riuscisse ad esorcizzare il dolore, la sofferenza e a rendere con tanti particolari la sua complessità.

Sono rimasta molto colpita dai suoi dipinti esposti lo scorso anno alle gallerie del Quirinale a Roma.

Quando Frida non dipingeva, quando non si occupava di politica, quando non era impegnata ad amare Diego o a scrivergli lettere d’amore, cucinava per lui, dimostrando tra l’altro uno straordinario talento.

Eccovi la sua ricetta preferita

 1 dentice di circa 2 kg
Sale e pepe
6 pomodori medi a fette
20 olive farcite di peperoncino
2 cucchiai di capperi sciacquati
1 cucchiaio di origano secco
5 foglie di alloro
3 rametti di timo
5 spicchi d’aglio sbucciati e affettati
2 grosse cipolle tagliate a fette sottili
8 peperoncini rossi
1 tazza (235 ml) di olio evo

Pulite ed asciugate bene il pesce. Cospargetelo di sale e pepe e disposto su una grande teglia di ceramica da forno. Copritelo con le fette di pomodoro, olive, capperi, origano, alloro, timo, aglio, cipolle e peperoncini. Irrorate con l’olio d’oliva. Preriscaldate il forno  e cuocete a 180° C per circa 40 minuti, o fino a quando il pesce è cotto, bagnate il pesce con i suoi succhi 3 volte durante la cottura.

Qualche anno fa, esattamente nel 2003, l’attrice messicana Salma Hayek ha interpretato Frida in un film diretto da Julie Taymor il film è davvero apprezzabile, ma la colonna sonora è strepitosa, composta da Elliot Goldenthal si è aggiudicata l’oscar nello stesso anno.

Ascoltatela gustando il dentice e soprattutto spegnete la televisione, ne vale la pena!

You may also like

Leave a Comment